“Granatina” è tornata… in libreria! Ne sono autori i “nostri” Antonio Stefani e Papo Rinaldi che diedero alle stampe, per la prima volta, questa loro pubblicazione nel 1981, un acuto ed esilarante “amarcord” della Vicenza del decennio a cavallo del 1970.
Ecco un’altra prova di quanto fecondi siano stati quegli anni vissuti sotto i bagliori della stella di VRS. Di come le frequentazioni sviluppatesi nel contesto radiofonico, la condivisione di esperienze, le vicendevoli “contaminazioni” abbiano stimolato la realizzazione di opere che oggi quasi ci sorprendono. “Non saremmo in grado, ora, di fare altrettanto” ha osservato Antonio. Perché le fonti ispiratrici furono proprio quelle giornate interminabili trascorse assieme (dopo la radio, si facevano le ore piccole ad inventare altri programmi, nuovi giochi a quiz), quelle osservazioni, senza tante pretese, affidate alle onde radiofoniche, quelle brevi cronache di cose viste o vissute, quei dialoghi rigorosamente improvvisati tra un disco e l’altro, le citazioni di personaggi che, a modo loro, si erano conquistati, in ambito locale, una più che discreta notorietà. Perché la necessità di intrattenere il pubblico, di raccontare cose che fossero anche familiari, possibilmente divertenti, ci spinse inconsapevolmente a sviluppare lo spirito d’osservazione.

Papo Rinaldi e Antonio Stefani
Antonio Stefani e Papo Rinaldi ebbero la felice intuizione e la grande abilità di mettere assieme il tutto in un volumetto dal tono scanzonato e impertinente, stampato e distribuito senza alcun appoggio editoriale, che divenne subito un autentico bestseller cittadino, innescando il gioco collettivo al riconoscimento dei personaggi “reali” mascherati dalla finzione narrativa.
Nel trentennale di quella (ormai introvabile) pubblicazione, “Granatina” è ritornata ora in circolazione per i “tipi” dell’editrice Agorà Factory, in una versione completamente rinnovata e arricchita di ulteriori capitoli, ancora una volta introdotta dalla “Ouverture” firmata dall’Anonima Magnagati.
Attraverso i racconti di Stefani & Rinaldi, il lettore viene dunque trasportato nella Vicenza della seconda metà degli anni Sessanta quando, all’indomani del boom economico, tra “capelloni” e ragazzine “yé-yé” nasce il mondo nuovo, che però deve fare i conti con il vecchio.
Sull’onda di baruffe e canzoni, amori e motori, mode e ossessioni, quella irripetibile stagione rivive in forma di storie dall’estro tanto burlesco e stralunato quanto candido e affettuoso nei confronti dei propri protagonisti, inquilini di un’epoca già “globalizzata” prima ancora di saperlo.
Dopo aver pubblicato per Agorà Factory l’opera buffa Ciciavecia! nel 2001, Antonio Stefani & Papo Rinaldi rivisitano stavolta quello che rappresentò il loro esordio narrativo, confidando nella curiosità dei giovani di oggi per la stagione che vide salire alla ribalta i giovani di ieri.
Dall’Ouverture firmata dall’Anonima Magnagati
Un afrore di anni ’60 aleggiava nella stanza. Anni di chitarre jacoliniche e camicie con colletti ad altezza ortopedica, di oratori vocianti e cinema parrocchiali con più sesso in sala che sullo schermo, di mitiche prostitute dall’aria più stanca dell’elastico delle loro mutande e di personaggi abbruttiti dall’abuso di “fritole de la Siora Gigia” a L. 150, IGE compresa.
Presentazione da parte degli autori venerdì 3 febbraio, ore 21, al Galla Caffè, Libreria di Vicenza.






